Ampliamento della possibilità di stabilizzazione del personale precario, ma non ci si devono attendere effetti miracolistici in quanto il numero effettivo sarà di poche migliaia di unità. Anzi, alla fine del 2013 una significativa parte di questi lavoratori potrà vedersi risolto il rapporto di lavoro. Può essere così sintetizzato l’effetto delle norme in vigore per la stabilizzazione dei lavoratori precari, ivi compreso quanto disposto dal recente d.l. n. 101, che contiene sicuramente strumenti ulteriori. Ma si deve considerare che peseranno in modo assai rilevante le limitazioni alle assunzioni a tempo indeterminato e determinato per tutte le p.a.. Non si deve inoltre mancare di sottolineare che le nuove regole si applicano esclusivamente al personale assunto a tempo determinato ed agli LSU e LPU, mentre non riguardano i lavoratori somministrati e toccano solamente in modo limitato i collaboratori coordinati e continuativi. Si deve inoltre evidenziare che sono esclusi dalla possibilità di stabilizzazione i dipendenti assunti ai sensi degli articoli 90 (per esplicita indicazione legislativa) e 110 (per interpretazione ampiamente maggioritaria) del d.lgs. n. 267/2000, cioè il personale degli uffici di staff degli organi politici ed i responsabili assunti a tempo determinato (per i dirigenti la esclusione è da considerare pacifica).
Le stabilizzazioni nel d.l. n. 101
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