Con il parere anticorruzione 872 dell’11 marzo 2025, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) si è pronunciata chiaramente sul caso di rapporti di parentela diretta (genitore-figlio) tra funzionari pubblici che operano all’interno dello stesso ufficio. Il caso specifico riguarda il Comandante della Polizia Municipale e un Agente sottoposto che risultano legati da parentela in linea verticale. Secondo l’ANAC, il Comandante ha l’obbligo di dichiarare formalmente il rapporto di parentela con il sottoposto, una misura indispensabile per garantire trasparenza e prevenire situazioni di conflitto di interessi.
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Obbligo di astensione: quali attività evitare?
L’ANAC precisa che la semplice sussistenza di una relazione familiare verticale tra un superiore e un subordinato non configura automaticamente un’incompatibilità. Tuttavia, esiste un preciso obbligo di astensione per il dirigente, che deve necessariamente astenersi da tutte le attività, decisioni e valutazioni che possano generare benefici o pregiudizi, diretti o indiretti, per il parente sottoposto. Parallelamente, anche il dipendente sottoposto ha la responsabilità di evitare situazioni potenzialmente conflittuali o condizionanti, adottando la medesima attenzione nelle circostanze in cui la propria attività lavorativa possa risultare influenzata dal rapporto familiare.
Responsabilità amministrativa e misure preventive aggiuntive
Secondo l’Autorità, il compito di valutare concretamente la sussistenza di conflitti di interessi resta in capo all’Amministrazione pubblica competente. Quest’ultima è chiamata non solo a verificare la correttezza delle dichiarazioni rese dai dipendenti, ma anche a predisporre specifiche misure preventive secondo il proprio Codice di comportamento. È facoltà dell’Amministrazione implementare ulteriori accorgimenti rispetto alle prassi ordinarie: tra questi, la possibilità di aumentare la trasparenza dei procedimenti decisionali o delegare ad altri funzionari, ad esempio al Vice-Comandante, la responsabilità di decisioni specifiche. Queste misure mirano a rafforzare la fiducia nella gestione pubblica e ad evitare ogni possibile dubbio sulla correttezza e imparzialità dell’azione amministrativa.
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